VII Convegno Sippas - 2013

Fragilità, paura, vulnerabilità e speranza: valutazione del rischio e gestione delle crisi.

Dove: Aula del palazzo dei gruppi parlamentari
Indirizzo: Via di Campo Marzio 78, Roma
Quando: 20/11/2013 - 23/11/2013
Tag: Psichiatria, Psicologia

evento scaduto il: 20/11/2013
L’uomo ha la necessità innata di sentirsi al sicuro. La natura umana, per garantire la sopravvivenza della specie, ha sempre posto un’importanza imprescindibile al bisogno di sicurezza del singolo e del proprio gruppo. Per millenni l’uomo si è quindi dovuto confrontare con minacce per le quali il suo istinto ed i suoi organi di senso erano preparati e fungevano correttamente da campanelli d’allarme. Attraverso le conoscenze innate, l’esperienza diretta e l’osservazione dei propri simili, l’uomo è così riuscito per molto tempo a difendersi in modo sufficientemente adeguato da buona parte dei pericoli che potevano incombere su di lui. A tale scopo, all’interno della società civile, si sono stabiliti dei meccanismi che trasmettono fiducia e danno agli individui la sensazione di essere al sicuro. Oggi però tali dispositivi appaiono più fragili che in passato: le persone che compongono le società moderne vivono in sistemi di cui si percepisce la fragilità e dove spesso manca la fiducia. Ciò si realizza sia a livello personale — l’incertezza del mondo del lavoro, i crescenti tassi di separazione dei nuclei famigliari — che a livello sociale. Inoltre, negli ultimi secoli, attraverso anche il metodo scientifico, egli ha scoperto che i rischi a cui è esposto potrebbero essere potenzialmente infiniti e che è perciò pressoché impossibile immaginare di poterli eliminare nella totalità. Infine, alcuni di essi risultano essere di difficile individuazione attraverso i metodi classici. Naturalmente sarebbe errato ritenere che le nostre società moderne siano più pericolose di quelle in cui vivevano i nostri antenati, però è sicuro che noi attualmente viviamo in un mondo che può risultare fragile, dove a volte è molto complesso valutare i rischi e dove è sempre più difficile riuscire a percepire i reali pericoli. Ma in tutto ciò, pur nella consapevolezza della nostra fragilità, della debolezza innata e acquisita in cui ci dibattiamo quotidianamente, rimane intatto il valore della speranza, l’aspettativa di un mondo futuro in cui l’impegno e la volontà di molti potranno costruire valori e coscienze. E’ questo il significato della speranza, il motore che accompagna le nostre e esistenze, spesso immerse nella paura e nell’oscurità. Ma nella consapevolezza che il dolore e la sofferenza sono temporanei, e la loro collocazione nella storia dei singoli individui, solo provvisoria. Scriveva Etty Hillesum, una giovane ebrea gassificata nel campo di concentramento di Auschwitz nel 1943, nelle ore che precedevano l’ultimo viaggio: “_Qui si comprendono meglio le cose: in particolare che la vita è molto diversa da come ce la raccontano i libri di storia. Vivere è cosa buona dovunque, perfino dietro il filo spinato, nelle nostre baracche aperte a tutti i venti, purché si viva pieni d’amore per le persone e la vita stessa.”. E’ cosciente della sofferenza e del dolore del campo di concentramento, eppure scrive ancora: “Dappertutto c’erano cartelli che ci vietano le strade per la campagna. Ma sopra quell’unico pezzo di strada che ci rimane c’è pur sempre il cielo tutto quanto. Non possono farci niente, non possono veramente farci niente. Trovo bella la vita e mi sento libera. I cieli si stendono dentro di me come sopra di me. Credo in Dio e negli uomini e oso dirlo senza falso pudore_“. Il Servizio Sanitario dell’Aeronautica Militare e la SIPPAS nel 2007 hanno avviato un percorso formativo e di ricerca in merito alle più recenti acquisizioni nell’ambito della vasta ed affascinante disciplina delle neuroscienze comprendendo, tra le varie branche, quella della neurobiologia e della psicologia del lavoro. Continuando così in tale ambito, con questo settimo convegno si vorranno affrontare i temi della fragilità, della vulnerabilità, della conseguente paura ed i metodi moderni di gestione del rischio, dell’incertezza e di eventuali situazioni di crisi. Il convegno, pertanto, affronterà tali tematiche dapprima con un approccio neuroscientifico, dalla neurobiologia alla neuropsicologia, per passare poi ad un’analisi psicologica affrontando, tra l’altro, anche alcuni aspetti relativi alla medicina del lavoro ed alla medicina legale. Gli obiettivi di tale convegno sono, quindi, quelli di fornire ai frequentatori, medici specialisti in psichiatria, in medicina del lavoro ed in medicina legale e psicologi, le più recenti conoscenze in tali ambiti disciplinari.
Roma, 10/10/2013